1989-2019 / Riflessione di Vincenzo Bassi (FAFCE) sul muro di Berlino

Eravamo studenti di liceo e il Muro di Berlino rappresentava la realtà di una storia che il popolo doveva solo solo subire senza un perché.
Solo l’idea di dover essere diviso dai miei cari a causa della decisione di altri mi dava un senso di tristezza e di impotenza.
Oggi, andando a Berlino sono ancora vivi i segni della forza mortifera dell’ideologia, che portò una divisione assoluta, equiparando le case e le persone, entrambe divise senza un criterio umano, ma solo ideologico.
Nelle divisioni, come nella guerra, manca il realismo del nostro essere persone che hanno bisogno dell’altro e del diverso per vivere.
Questo senso di vero non si recupera attraverso nuove ideologie, ma attraverso la valorizzazione della vita e della generatività delle famiglie, che sono sempre uguali ovunque, in tutto il mondo.
Proprio guardando alla vita delle famiglie, riusciamo meglio a comprendere l’assurdità delle divisioni e del dolore che proprio le divisioni provocano.
Chissà perché i bambini e le mamme piangono sempre allo stesso modo.

Vincenzo Bassi
Federazione Europea delle associazioni famigliari (FAFCE)

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