Parità salariale, una sfida di equità e sviluppo

di Alessandra Bonifazi, Presidente ACLI Provinciali di Latina

L’entrata in vigore, lo scorso 7 giugno, del decreto legislativo n. 96 del 7 maggio 2026, che recepisce la direttiva europea 2023/970 sulla parità retributiva tra uomini e donne, rappresenta un passaggio importante per il mondo del lavoro.

Il principio cardine del decreto è semplice e chiaro: a parità di lavoro deve corrispondere una parità di retribuzione. Eppure, oggi, è ancora presente il divario salariale tra uomini e donne. Spesso è poco visibile, ma è profondamente radicato nel tessuto sociale del nostro Paese.

Anche nella provincia di Latina molte donne continuano a incontrare ostacoli che limitano il pieno riconoscimento del loro lavoro e delle loro competenze, mentre il divario retributivo rispetto agli uomini resta ancora elevato. Nei settori del commercio, dei servizi, dell’assistenza alla persona e del turismo — comparti strategici per l’economia locale e caratterizzati da una significativa presenza femminile — non mancano realtà in cui si registrano condizioni di precarietà, difficoltà di accesso a posizioni di maggiore responsabilità e percorsi professionali meno valorizzati rispetto a quelli maschili.

La novità del decreto consiste nell’introduzione di strumenti di trasparenza che dovrebbero contribuire a rendere più visibili le disparità retributive e a rafforzare la consapevolezza tra i lavoratori. La portata innovativa dell’intervento normativo è tuttavia destinata a confrontarsi con alcune criticità applicative, soprattutto in relazione all’utilizzo in giudizio di dati personali a sostegno delle rivendicazioni retributive.

La questione salariale è inoltre strettamente connessa ad altri temi importanti: la difficoltà di conciliare lavoro e famiglia, la carenza di servizi, il peso del lavoro di assistenza agli anziani e ai familiari fragili, le interruzioni di carriera che ancora oggi penalizzano molte donne, con effetti anche sul futuro previdenziale.

Inoltre, affinché la trasparenza salariale sia davvero efficace, è necessario che raggiunga anche i settori più fragili del mercato del lavoro e le forme di occupazione maggiormente esposte alla precarietà. Oltretutto sarà fondamentale monitorare l’effettiva applicazione della normativa, affinché si traduca in miglioramenti concreti delle condizioni di lavoro e delle opportunità di crescita professionale delle donne.

In questa direzione, le politiche territoriali hanno un ruolo decisivo: sostenere l’occupazione femminile, favorire la conciliazione tra tempi di vita e di lavoro e promuovere una cultura del lavoro fondata sul merito e sulle pari opportunità. Al riguardo, merita particolare attenzione l’istituzione del Tavolo permanente sulla parità di genere della Provincia di Latina, pensato come «uno strumento di confronto stabile tra istituzioni, parti sociali e realtà del territorio, finalizzato alla promozione delle pari opportunità nel mondo del lavoro e al contrasto delle discriminazioni di genere».

La parità salariale non riguarda soltanto le donne, è una sfida di civiltà che interpella tutti e tutte, e dalla quale dipende la qualità del lavoro, la coesione sociale e le prospettive di sviluppo della nostra comunità.


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