Agricoltura: cooperazione unica via per lo sviluppo
Nel Lazio volano valore aggiunto e investimenti, crollano aziende e manodopera
È un quadro dolceamaro quello che emerge dall’ultimo studio del CREA sull’agricoltura laziale. A fronte di un crollo del numero di aziende e della manodopera impiegata, negli ultimi dieci anni il valore aggiunto generato dal settore è cresciuto di oltre il 40%. Da questi dati prenderà il via l’assemblea della federazione Confcooperative FedAgriPesca Lazio, che si terrà domani mercoledì 11 Marzo presso la Sala 70 del Palazzo della Cooperazione in Via Torino 146 a Roma.
Agricoltura e pesca in cifre. Le 62.740 aziende del comparto regionale (- 36,1% rispetto al 2010) coprono l’81,3% della superficie agricola totale e danno lavoro a circa 143 mila addetti (- 27% in dieci anni, con una perdita di 55.784 unità), di cui uno su quattro è straniero. Il 63% della manodopera è composto da uomini e il 59% ha un’età superiore ai 60 anni. Come titolo di studio hanno la licenza elementare (25%) e media (35%) o un diploma di scuola media superiore diverso dall’indirizzo agrario (24%). Nei 642.298 ettari di campi utilizzati l’8,2% delle imprese coltiva con metodo biologico e il 23,2% ha un allevamento. Il suolo viene utilizzato soprattutto per cereali (33,4%), pascoli (27,77%) e ortive in piena aria (12,25%). La flotta ittica del Lazio invece è composta da 574 battelli che pescano soprattutto a strascico e con polivalenti passivi, fatturando circa 42,5 milioni di euro. Complessivamente agricoltura, silvicoltura e pesca del territorio generano 2,67 milioni di euro di valore aggiunto (il 44,6% in più del 2015) a fronte di 371,7 milioni di investimenti (+86%), mentre quello prodotto dall’industria manifatturiera e alimentare locale tocca i 13,9 miliardi. I numeri del commercio con l’estero infine vede una forte sproporzione tra le importazioni, superiori ai 3 miliardi di euro, e le esportazioni, ferme a 1,56 miliardi. Tra le prime spiccano gli acquisti in Spagna (12,6%), Indonesia (11%) e Paesi Bassi (10,7%). Tra le seconde le vendite a Stati Uniti (19,8%), Germania (17,7%), Regno Unito (8,9%) e Francia (8,3%).
L’appuntamento. Il programma prevede i saluti istituzionali del presidente di Confcooperative Lazio Marco Marcocci, il presidente di Confagricoltura Lazio Antonio Parenti, il direttore del Centro Agroalimentare di Roma Fabio Massimo Pallottini e il presidente del Consiglio del Cibo di Roma Capitale Fabio Ciconte.
A seguire ci sarà la presentazione dei dati dell’agricoltura del Lazio da parte delle ricercatrici del CREA Concetta Cardillo e Antonella Di Fonzo. Numeri da cui poi partirà un confronto tra il presidente della cooperativa Zeoli Fruit Massimo Baldan, il vicepresidente Consorzio AgroPontino Salvatore Liotti, il presidente del Consorzio Cooperativo Ortofrutticolo Alto Viterbese (C.C.OR.A.V.) Leonardo Contadini, il presidente della cooperativa Stella Marina Roberto Camerota e il presidente della cooperativa Coraggio Giacomo Lepri.
Dopodiché lo spazio sarà riservato sola politica con gli interventi del vicepresidente della VIII Commissione Agricoltura del Consiglio Regionale del Lazio Salvatore La Penna e l’Assessore Regionale Lazio con deleghe a Bilancio, Programmazione Economica, Agricoltura, Sovranità Alimentare, Caccia e Pesca, Parchi e Foreste Giancarlo Righini.
A chiudere l’evento il Vicepresidente e Coordinatore Area Pesca, Confcooperative FedAgriPesca Paolo Tiozzo e il Presidente Confcooperative FedAgriPesca Raffaele Drei.
Il commento. «Il settore agricolo nei prossimi tre anni si troverà ad affrontare una serie di sfide interconnesse, che spaziano dal clima all’economia, dalla tecnologia alla geopolitica: l’unica via per lo sviluppo è la cooperzione – afferma Salvatore Stingo, presidente della federazione Confcooperative FedAgriPesca Lazio -. L’aumento dei costi di produzione erode i margini di guadagno, soprattutto per le piccole aziende, e la volatilità dei prezzi, amplificata da tensioni geopolitiche, rende difficile la pianificazione a lungo termine. Altro nodo da affrontare sarà quello del ricambio generazionale. Oggi l’età media degli agricoltori supera i 55 anni. Occorre attrarre giovani attraverso politiche di accesso alla terra, credito agevolato e un’immagine del lavoro più attraente e tecnologicamente avanzata. Come Confcooperative Lazio ci impegneremo a continuare ad essere il principale portavoce istituzionale delle istanze della categoria, nonché un hub di best practies da condividere insieme ai nostri associati. D’altronde, come recita il claim dell’assemblea “Dalla terra al mare è la cooperazione che nutre il Lazio”».


