Nicola Tavoletta (Acli Terra): «Celebriamo la Repubblica innovando i tempi, il lavoro e l’agricoltura verticale»
Incontriamo Nicola Tavoletta, Presidente Nazionale di Acli Terra, a Perugia, il giorno successivo all’annuale PicNic Sociale di Montemorcino.
Festa per famiglie tra agricoltura e terzo settore nata nel Sistema aclista del Capoluogo umbro.

Presidente, viene tutti gli anni a questo evento?
Quasi tutti. Saltai lo scorso anno. Quest’anno sono venuto per marcare il tema del calore come rischio per la salute delle lavoratrici e dei lavoratori. Rischio grave, che merita tutte le attenzioni delle nuove regole di protezione introdotte dalle singole Regioni e, quest’anno, saggiamente anticipate di un mese. Con Acli Terra da anni premiamo perché le amministrazioni comunali introducano piani regolatori dei tempi con diversificazioni rispetto al ‘900. Non possiamo vivere oggi con i tempi dei secoli scorsi con una tecnologia che ci permetterebbe altro. Ad esempio mandare i figli a scuola alle 08,00 e aprire gli uffici allo stesso orario non è logico, ciò impatta sulle ore di punta e, quindi, anche sull’ecologia e sul risparmio energetico. Lavoriamo con gli amministratori comunali illuminati su questo argomento.
Insomma tanto impegno anche durante un picnic sociale.
Vi rivelo che ho trovato un’area ombreggiata, una birra e carne grigliata, tutto ciò mentre prendevo in giro i figli di un nostro Dirigente rivelando loro che i genitori li avrebbero mandati in collegio.
Presidente non si scherza così.
Si sono divertiti. Sono autentici cattolici, conoscono la preghiera del “Buonumore” di San Tommaso Moro. Quella che invoca forza per fare tanti scherzi e per subirne tanti.
Il 2 giugno per lei oggi che significato ha?
Sento di celebrare la nostra Repubblica nella sua interezza e nel voler contribuire all’efficacia delle Istituzioni repubblicane, tutte. Questa è una missione di Acli Terra da sempre. E’ la missione dei corpi intermedi. Inoltre ricordo che il 2 giugno è Sant’Erasmo: Patrono della mia città natale, Formia, e dei marittimi, compresi i pescatori. Noi ci dimentichiamo troppo spesso che l’Italia è una penisola. Ci confronteremo sulla pesca il prossimo 8 giugno alla Commissione per gli Studi e le Esplorazioni nel Mediterraneo. Un forum internazionale che verrà inviato nei giorni successivi sui canali social.
La teoria dell’abbattere e ricostruire?
Più volte ho lanciato una proposta, anche una settimana fa all’Assemblea Congressuale di Agci Agroittico: quella di dare la facoltà ai proprietari di residenze vecchie, edilizia inadeguata del ‘900, di fare società con costruttori per abbattere e ricostruire i manufatti con sistemi architettonici e ingegneristici moderni, ovviamente con maggiori cubature in verticale. Ciò renderebbe l’edilizia più sicura e a minor impatto ambientale, oltre che paesaggisticamente più bella, come nella più classica architettura della storia italiana. Poi ci guadagneremmo tutti, non serve dire dell’indotto. Questa proposta è per i borghi rurali delle aree interne e per le aree urbane costiere. Lo stesso consumo del suolo, ma con decoro, sicurezza, minor impatto ambientale e maggiori servizi.
Ha parlato di verticalità.
Un grandissimo Paese come la Cina, che ha spazi enormi l’ha adottata come strategia chiave per la sicurezza alimentare. Noi ancora ci pensiamo? L’agricoltura verticale è una nuova soluzione.
(Intervista di Marcella Sciansa)

