Regionali Lazio: Bianchi, Rocca e D’Amato a confronto con Confcooperative sul futuro del Terzo settore locale

Un impegno su sostenibilità, sussidiarietà e futuro è stato firmato dai candidati alla presidenza della Regione Lazio Donatella Bianchi, Francesco Rocca e Alessio D’Amato nel corso del confronto organizzato da Confcooperative Lazio. Presso il Palazzo della Cooperazione di via Torino a Roma, il padrone di casa Marco Marcocci ha ricordato qualche numero esplicativo dell’intero movimento regionale: le 750 cooperative e i loro 108 mila soci ogni anno generano un giro d’affari di quasi due miliardi di euro.

“È il momento di recuperare il tempo perduto e di metterci a lavoro per la costruzione di un futuro sostenibile – esordisce Donatella Bianchi, candidata per il Movimento 5 Stelle –. Finora il sostegno pubblico non è stato sufficiente ad aiutare i privati nel processo di transizione energetica. Nonostante questo, il 70,6 % delle aziende ha già adottato strategie per il benessere lavorativo. Occorre intervenire sui criteri di premialità dei bandi e incentivare la gestione efficiente del processo produttivo, l’acquisto di impianti a basso impatto ambientale e soprattutto la creazione di comunità energetiche”.

“Nessuno più di me è qualificato a parlare di inclusione e Terzo settore – prosegue Francesco Rocca, candidato della coalizione di centrodestra –. Dispiace che con l’avvicinarsi delle elezioni qualcuno voglia obliare quarant’anni di impegno nel volontariato, intestandosi quelli che dovrebbero essere valori condivisi. Il numero di bisognosi è in aumento, ma si trovano davanti una capitale incapace di offrire adeguate misure di inclusione sociale. Se sarò eletto, le mie priorità saranno la sanità (sull’orlo del collasso), e la mobilità. Senza questa, centrale per il settore della logistica, la regione è destinata a rimanere “romanocentrica” e le altre province non riusciranno a valorizzare le proprie attrattività”.

“Rilanciare Roma significa rilanciare l’intero Lazio – spiega Alessio Amato, espressione del centrosinistra –. Oggi lo possiamo fare grazie a una Regione più credibile, senza squilibri strutturali e con una corretta capacità di spesa. Il 95% degli investimenti futuri dipendono dai 17,6 miliardi di fondi ben programmati. Sfide per il futuro sono la transizione ambientale e digitale, ma la vera priorità resta invertire la curva demografica, che tra le sue ripercussioni più nefaste ha lo spopolamento dei borghi e la carenza di personale nelle strutture sanitarie. Un fatto grave, dato che nei prossimi anni sono attesi circa 140 mila assistiti in più”.

“È stata una giornata importante per tutto il mondo delle cooperative – conclude Marco Marcocci, presidente Confcooperative Lazio –. Un sistema che nel 2020, anno della pandemia, toccava il + 3,8% di Pil, mentre quello della Regione Lazio era in calo dell’8,4 %. Lanciamo una provocazione: se tutto il tessuto imprenditoriale regionale seguisse logiche cooperative, a che punto sarebbe oggi l’economia del territorio? Le campagne elettorali passano, i bisogni dell’imprenditoria sociale restano. Ecco perché tutti i candidati hanno accettato l’impegno, in caso di elezione, di rivederci tra un anno per fare insieme il punto sulla realizzazione delle promesse. Il futuro della Regione riparte da una data”.

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