Verso un futuro umanizzato: l’incontro tra Etica e Intelligenza artificiale, la tecnologia si uniscono a Roma, superando le sfide dell’innovazione

Il 12 aprile 2024 segnerà un momento cruciale nella discussione sull’evoluzione sociale e culturale della società contemporanea, grazie al convegno organizzato dall’Associazione “Farerete Innovazione BeneComune APS”.

Questo evento si terrà a Roma, presso la prestigiosa Sala delle Bandiere del Parlamento Europeo, e promette di essere un catalizzatore per il dibattito su come l’innovazione e l’etica possano confluire verso un miglioramento sostanziale della qualità della vita.

Il convegno, intitolato “Insieme per una nuova primavera: etiche per il Bene Comune”, mira a tracciare un percorso collettivo verso il miglioramento della qualità di cura e di vita, lanciando un appello a rafforzare un’identità nazionale e culturale che ponga al centro il benessere dell’individuo e della comunità.

Sarà anche l’occasione per la presentazione del Libro Bianco e del Manifesto dei Diritti e dei Doveri del Bene Comune, documenti che promettono di delineare principi guida fondamentali per il futuro.

In questo contesto, la visione dei due relatori: di Massimiliano Nicolini, e di Andrea Tomasi, sul ruolo e l’etica dell’intelligenza artificiale (IA) acquisiscono un significato ancora più profondo. Nicolini, con il suo focus sull’invariabilità dell’IA rispetto alla coscienza umana, e Tomasi, con il suo richiamo a un’etica e un umanesimo tecnologico che pongano l’essere umano al centro dello sviluppo, contribuiranno significativamente al dibattito.

L’approccio pragmatico e umano-centrico, che l’Associazione FareRete InnovAzione BeneComune da sempre promuove, evidenzia il potenziale dell’IA nel migliorare notevolmente la vita delle persone.  L’IA può arricchire e migliorare la salute, l’istruzione, il lavoro, e il tempo libero delle persone e potenziare i servizi di assistenza sanitaria e di welfare.

 Tuttavia, sostiene, Rosapia Farese Presidente di FareRete innovAzione BeneComune, è fondamentale affrontare le sfide etiche e sociali che accompagnano l’adozione dell’AI, assicurando che i benefici siano distribuiti equamente e che i diritti individuali siano protetti. L’intelligenza artificiale (AI) sta trasformando numerosi settori oltre l’assistenza sanitaria, apportando miglioramenti significativi alla vita quotidiana e al benessere delle persone.

Si possono evidenziare alcune aree chiave dove l’AI sta facendo la differenza, osservando che in alcune di esse l’associazione propone progetti di valore:

Lavoro e Occupazione: Automatizzando compiti ripetitivi, l’AI libera i lavoratori per impegni più creativi e strategici, potenzialmente aumentando la soddisfazione lavorativa e offrendo un supporto significativo nelle attività organizzative e predittive. Inoltre, strumenti di AI per il matching di lavoro possono aiutare le persone a trovare posizioni che si adattano meglio alle loro competenze e interessi.

Ambiente e Sostenibilità: Attraverso l’analisi di grandi quantità di dati ambientali, l’AI può aiutare a monitorare e prevedere cambiamenti climatici, ottimizzare l’uso delle risorse naturali, e sviluppare strategie più efficaci per la conservazione. Questo include tutto, dalla gestione dell’energia alla riduzione degli sprechi alimentari e all’agricoltura di precisione.

Mobilità e Trasporti: Veicoli autonomi e sistemi di gestione del traffico basati sull’AI promettono di ridurre gli ingorghi, migliorare la sicurezza stradale e ridurre l’inquinamento. L’AI può anche ottimizzare le reti di trasporto pubblico, rendendo i viaggi più efficienti e accessibili.

Assistenza Domiciliare e Robotica Personale: Per le persone anziane o con disabilità, i robot assistiti da AI possono offrire compagnia, assistenza nelle attività quotidiane, e supporto per la salute e il benessere, contribuendo a migliorare la qualità della vita e l’indipendenza.

Sicurezza e Privacy: L’AI può migliorare la sicurezza sia nel mondo fisico che online, attraverso il monitoraggio intelligente, la rilevazione di frodi, e la protezione contro cyber-attacchi. Tuttavia, ciò deve essere bilanciato con considerazioni etiche sulla privacy e il controllo dei dati.

Intrattenimento e Media: Dalla personalizzazione dei feed di notizie e delle raccomandazioni musicali o cinematografiche, all’arte generata da AI, la tecnologia sta creando esperienze di intrattenimento più ricche e personalizzate.

Accessibilità: L’AI sta migliorando l’accessibilità per le persone con disabilità, offrendo tecnologie come i lettori di schermo avanzati, la traduzione automatica della lingua dei segni, e sistemi di navigazione assistita che rendono il mondo più accessibile.

La convergenza di questi temi al convegno di aprile rappresenta un’opportunità unica per esplorare come la tecnologia, eticamente guidata e orientata al bene comune, possa essere un motore di progresso e benessere. L’evento non solo solleciterà una riflessione approfondita sui dilemmi e sulle potenzialità dell’IA ma servirà anche a riaffermare l’importanza di valori quali il primato della persona, la sussidiarietà e la partecipazione attiva.

La partecipazione di esperti, accademici e professionisti al convegno di “Farerete Innovazione BeneComune APS” evidenzierà l’impegno verso la promozione di un futuro in cui innovazione e umanità si intrecciano, guidati da un profondo senso di responsabilità verso l’individuo e la collettività.

La discussione aperta e pluridisciplinare offrirà spunti preziosi per affrontare le sfide del nostro tempo, orientando la società verso una nuova primavera etica e culturale, per il bene comune.

Un’illuminante anticipazione dei temi centrali che saranno esplorati in profondità durante il convegno:

*   ANDREA TOMASI,      

Titolo: Umanesimo tecnologico e Intelligenza Artificiale.

Negli ultimi 50 anni le tecnologie digitali hanno assunto un peso crescente nella vita individuale e collettiva, in quasi tutte le attività umane. La rete Internet ha modificato da trent’anni ad oggi i rapporti produttivi e commerciali, e il modo stesso di entrare in relazione tra le persone, con effetti sulle capacità cognitive, volitive e affettive degli esseri umani. Le recenti innovazioni tecnologiche dell’Intelligenza Artificiale introducono problemi etici e antropologici nuovi. Accanto a potenzialità immense, le tecnologie dell’I.A. presentano il rischio di poter essere applicate per restringere i diritti umani, provocando effetti indesiderati di discriminazione, di disinformazione, di alterazione del dibattito politico e dell’andamento dei mercati.

Ancor più, occorre essere consapevoli del fatto che la complessità dei sistemi di I.A. può di per se stessa produrre un senso di deresponsabilizzazione dell’essere umano che li utilizza.

Controllare gli sviluppi dell’I.A. e governarne le applicazioni affinché siano rispettose della dignità dell’uomo, ne promuovano la realizzazione e siano al servizio del benessere di tutta l’umanità richiede interventi normativi con solidi fondamenti etici, sostenuti dalle istituzioni internazionali.

Ma la regolazione dell’I.A. sarebbe insufficiente se non accompagnata da un impegno culturale volto a promuovere la centralità dell’essere umano rispetto alle macchine e alle tecnologie. La cultura antropocentrica va promossa con una visione integrale della persona umana nelle sue relazioni con le altre persone, con la società, con l’economia, con l’ambiente.

Sempre più spesso si avverte la necessità di un nuovo umanesimo, capace di promuovere l’essere umano in questa epoca che per molti aspetti si presenta come un tempo di cambiamento radicale.

L’umanesimo di cui c’è bisogno non può che essere, oggi, capace di leggere i fenomeni tecnologici e di governarne gli sviluppi, mettendoli al servizio della crescita umana.

 *   Breve biografia

Andrea Tomasi, già docente di vari Corsi informatici nelle Università di Pisa e di Ancona, tiene attualmente il Corso di Informatica per le Discipline Umanistiche presso il Dipartimento di Culture e Forme del Sapere dell’Università di Pisa. Ha tenuto cicli di lezioni su Ethics of ICT al Dottorato di Ricerca di Ingegneria dell’Informazione.  Ha diretto progetti nazionali nell’ ambito dei Sistemi Informativi e dei Beni Culturali. È stato responsabile della certificazione EUCIP per le professionalità informatiche e Direttore dell’ Unità di Pisa del CINI (Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica).

Ha svolto e svolge attività di auditing e di revisione di Progetti di innovazione. È stato presidente di Equitalia Lucca e Cremona e consigliere indipendente in diverse Società di Informatica.

MASSIMILIANO NICOLINI, Direttore Dipartimento Ricerca e Sviluppo Fondazione Olivetti Tecnologia Olitec

Titolo: L’invariabilità dell’intelligenza artificiale alla coscienza umana

Il progresso dell’intelligenza artificiale degli ultimi 10, 15 anni è stato veramente strepitoso al punto che molti pensano che fra 10, 20, magari quarant’anni l’intelligenza artificiale supererà l’intelligenza umana.

Alcuni addirittura pensano che fra 30, quarant’anni la coscienza sarà una proprietà del computer. Ma allora? Io?

Quando sento dentro di me l’amore che provo per un figlio e di conseguenza dico, “ti voglio bene” sono una macchina? Rispondo a un algoritmo, come farebbe un computer?

L’algoritmo è la causa della prossima azione del computer, quindi secondo l’idea che abbiamo che noi siamo macchine, l’idea della scienza che siamo macchine noi dovremmo rispondere ad un algoritmo processato dalle reti neurali che abbiamo in testa.

Il progresso dell’intelligenza artificiale degli ultimi 10, 15 anni è stato veramente strepitoso al punto che molti pensano che fra 10, 20, magari quarant’anni l’intelligenza artificiale supererà l’intelligenza umana.

Alcuni addirittura pensano che fra 30, quarant’anni la coscienza sarà una proprietà del computer.

Ma allora? Io? Quando sento dentro di me l’amore che provo per un figlio e di conseguenza dico, “ti voglio bene” sono una macchina? Rispondo a un algoritmo, come farebbe un computer?

L’algoritmo è la causa della prossima azione del computer, quindi secondo l’idea che abbiamo che noi siamo macchine, l’idea della scienza che siamo macchine noi dovremmo rispondere ad un algoritmo processato dalle reti neurali che abbiamo in testa.

E invece non è così, la causa di quello che diciamo è quello che sentiamo dentro di noi, la coscienza è quella che ci permette di sentire dentro di noi e di conoscere attraverso l’esperienza cosciente fatta di sensazioni di sentimenti e questa coscienza è un mistero per la scienza, nessuno è mai

riuscito a capire da dove provenga la coscienza: la coscienza non è algoritmica.

Mi sono anche chiesto: ma allora un computer potrebbe essere cosciente?

Mi sono messo a pensare, ho cercato di capire come si potrebbe fare un computer consapevole e dopo sono arrivato alla conclusione che la coscienza non può essere prodotta da un computer.

Però non avevo nessuna prova scientifica di questo e poco dopo ho avuto un’esperienza di coscienza straordinaria che mi ha fatto conoscere delle proprietà della coscienza che non pensavo fossero addirittura possibili e che tutti noi possiamo sperimentare o abbiamo sperimentato come

“sé stesso” come il mondo che osserva “se stesso” dal proprio punto di vista.

Un qualcosa di straordinario che mi ha fatto apprezzare ancora di più il fatto che noi siamo coscienti, questo mi ha aperto a fare delle esperienze personali perché la coscienza e la capacità che abbiamo di avere un’esperienza privata dentro di noi di conoscere attraverso questa esperienza, e quell’esperienza straordinaria mi ha fatto capire che la coscienza ci permette addirittura, di diventare quello che sperimentiamo dentro di noi.

Quindi qualcosa di veramente molto di più della nostra esperienza ordinaria di coscienza. Sono arrivato alla conclusione che la coscienza è una proprietà della natura che è fondamentale che viene prima ancora della materia.

Cioè la materia è derivata dalla coscienza invece di essere esattamente l’opposto quello che adesso è la credenza scientifica del giorno, questo mi ha portato ad avere l’idea che la sostanza, l’energia chiamiamola quello che vogliamo, l’ontologia fondamentale è un qualcosa che puo’ conoscere se stesso dentro di sé.

Quindi la realtà ha due facce: una faccia semantica e una faccia simbolica informatica, quindi da dentro, questa sostanza conosce se stessa, da fuori crea simboli, crea forme che sono poi quelle che noi chiamiamo materia e queste forme sono necessarie perché enti coscienti che possono comunicare tra di loro.

La prima teoria della coscienza

L’idea fondamentale di questa teoria è che un sistema quantistico che si trova in uno stato puro, uno stato coerente ha l’esperienza del suo stato. Vuol dire che l’esperienza del proprio stato di questi sistemi quantistici, che non possono esistere in questa realtà fisica dello spazio tempo, ma esistono in una realtà più profonda da cui questa realtà fisica emerge, dev’essere la proprietà più importante che è l’esperienza.

Quindi l’informazione quantistica che dovrebbe descrivere il mondo esteriore, in realtà descrive il mondo dell’esperienza, di fatto lo stato quantistico di un sistema non è clonabile è un teorema della fisica quantistica che ci dice che è impossibile copiare l’informazione quantistica.

Esattamente com’è è impossibile copiare la mia esperienza perché la mia esperienza è mia e dentro di me ed è privata, quindi l’aspetto privato dell’esperienza è riflesso esattamente nella informazione quantistica.

Ecco, quindi, l’inizio di una teoria della coscienza, perché questa è teoria in quanto è falsificabile e che dovrà essere dimostrata naturalmente, sperimentalmente come qualsiasi teoria fisica, ma che già ci dice che se è vera questa teoria che ha tutte le caratteristiche per esserlo : la coscienza è un fenomeno puramente quantistico.

Ciò vuol dire che un computer classico non potrà mai essere cosciente perché è un computer di informazione, e un computer di informazione classica fatta di bit che è copiabile; quindi se io scaricassi la mia coscienza in un computer se ne potrebbero fare “n” copie e quindi ci sarebbero “n” entità con la mia stessa coscienza.

Cosa che non è possibile fare.

Allora questa coscienza che cosa fa, questa coscienza può controllare un corpo fisico per avere un’esperienza del mondo, di questo mondo, nello spazio-tempo che un mondo fatto di informazione classica.

Cioè di oggetti macroscopici che si confrontano deterministicamente; questo ci fa vedere che la vita dell’organismo vivente è come un sistema quantistico classico perché è fatto di atomi e molecole che interagiscono individualmente nelle cellule e può essere controllato dal sistema quantistico che controlla il corpo.

Ma questo sistema quantistico sopravvive la morte del corpo perché il corpo è una struttura fisica però molto più sofisticata dei computer, perché?

È facile capirlo se pensate a questo semplice fatto: il nostro corpo è fatto di circa 50 trilioni di cellule, ogni cellula ha dentro di sé il genoma dell’uovo fecondato che ha dato origine all’ organismo, quindi il corpo è fatto di parti intere, ogni parte ha la conoscenza del tutto ! E’ una cosa straordinaria!

Se guardiamo il computer, un computer è fatto di, grossomodo, un trilione di transistori ma ogni transistore è un interruttore aperto chiuso.

Il transistore ha la conoscenza del tutto ha la conoscenza del sistema e del software che sta e per essere eseguito del computer? Assolutamente no!

Quindi vedete da qui la differenza fondamentale tra la struttura di un organismo vivente e un computer e vi fa capire come la coscienza possa controllare direttamente questo corpo umano in modo da avere un’esperienza di questo mondo fisico che è il mondo nello spazio-tempo.

Questo veramente cambia la nostra concezione della realtà perché fa vedere che la fisica quantistica non descrive la realtà esteriore come si pensava, descrive invece la realtà della coscienza, perché l’informazione quantistica da cui deriva dalla fisica quantistica è informazione che non è clonabile non è conoscibile. È esattamente come l’interiorità della nostra esperienza.

Un computer non potrà mai essere cosciente, un computer quantistico anch’esso non potrà mai essere cosciente perché il computer quantistico farà soltanto quello che può fare un computer classico solo che lo farà molto più velocemente perché l’algoritmo quantistico che ha un computer quantistico è deterministico.

In altre parole, noi abbiamo anche una proprietà in più rispetto al computer quantistico perché la nostra coscienza che controlla il nostro corpo ha libero arbitrio, il libero arbitrio è un’altra proprietà fondamentale che resa possibile dalla fisica quantistica.

E quindi noi abbiamo la capacità di quando proviamo amore, che è provato nella nostra coscienza di emettere delle informazioni che ci fa dire ti voglio bene (che è informazione classica condivisibile) mentre la mia esperienza è privata e nessuno la può conoscere; se il computer dicesse “ti voglio bene” non fa altro che ripetere quello che gli fa dire l’algoritmo che fa agire questa macchina.

Ecco, quindi, che l’intelligenza artificiale che può fare calcoli estremamente più velocemente di noi, un chip grande come un’unghia può fare un trilione di moltiplicazioni al secondo quando noi a malapena ne facciamo una ogni due o tre minuti, quindi dal punto di vista dell’esecuzione di algoritmi il computer è infinitamente più veloce di noi, ma noi abbiamo una marcia in più, abbiamo la coscienza che è la sorgente della nostra creatività che è la sorgente della nostra umanità è quella che ci ha permesso di creare il computer, il computer non ha creato noi!

Quindi l’intelligenza artificiale usata con saggezza, usata con gli altri aspetti fondamentali che abbiamo noi, la testa creativa e anche il cuore e la pancia, che è l’aspetto dell’azione coraggiosa, che ci permette di conoscere attraverso la mente il cuore e la pancia l’azione coraggiosa.

E così vi lascio con queste idee che spero che germoglieranno in ciascuno di voi per capire ciò che ci rende umani.

 *   Breve biografia

Massimiliano Nicolini, Direttore Dipartimento Ricerca e Sviluppo Ricercatore e divulgatore scientifico nel campo della realtà immersiva, dei suoi protocolli, e dei sistemi bioinformatici, Massimiliano Nicolini è membro italiano del Metaverse Standards Forum, organizzazione che promuove lo sviluppo di uno standard di interoperabilità volto a garantire un metaverso aperto e inclusivo. In qualità di Software Engineer – iA specialist, da oltre 25 anni dirige il dipartimento ricerca e sviluppo sulle intelligenze artificiali e VRO di Olimaint (Olivetti Maintenance), società di informatica nata nel 1981 e specializzata nello sviluppo di soluzioni per piccole, medie e grandi aziende commerciali ed industriali, che è stata la prima al mondo nello sviluppo di molteplici applicazioni in VRO (sanità, commercio, protezione, turismo, cultura, e molti altri), dipartimento oggi confluito in Fondazione Olitec fortemente voluta dalla famiglia per onorare Giovanni Nicolini, al quale, sono intitolati otto centri di ricerca in Italia, un percorso accademico alla Kotler University, un’ala del museo di arte moderna “Farm Cultural Park” e il Dipartimento di Medicina Immersiva dell’Ospedale Civile di Brescia. Scelto dall’artista Fra Sidival Fila OFM, uno dei virtuosi del Pantheon ed artista Pontificio, per realizzare il primo metaverso artistico di un religioso al mondo. Philip Kotler, il padre del marketing moderno, lo ha scelto per la creazione dei sistemi di formazione del marketing web3 ritenendolo “l’unico in grado di creare una realtà digitale efficace e per nulla distinguibile dal reale”, è citato, unico italiano, in Essential of Modern Marketing. Ha realizzato la prima applicazione al mondo per lo svolgimento di attività politiche coordinate col mondo reale durante l’evento la politica nel metaverso al Tempio di Adriano in Roma nel maggio 2022 con l’allora premier. È lo sviluppatore che ha realizzato il protocollo OPM DP24 utilizzato dagli organi di giustizia per la ricostruzione di crimini contro la persona. E’ l’autore della 8° legge istitutiva del metaverso recepita a livello internazionale, membro dei gruppi di ricerca di fondazione leonard su statuto etico giuridico del metaverso e su pedagogia del digitale.

Vi invitiamo a unirvi a noi in questo viaggio di riflessione e azione, dove insieme potremo esplorare come, attraverso il riconoscimento e la valorizzazione del bene comune, possiamo costruire un futuro in cui ogni persona possa vivere in piena dignità e partecipazione. Partecipate al convegno del 12 aprile 2024 per essere protagonisti del cambiamento verso una società più giusta ed equa.

Titolo: Insieme per una nuova primavera: etiche per il BeneComune – per intraprendere insieme un percorso di miglioramento della qualità di cura e di vita di tutti, luogo di beni relazionali, nella casa comune – un appello a un’identità nazionale e culturale”

Presentazione Libro Bianco e Manifesto dei Diritti e dei Doveri del BeneComune – Laboratorio di Dialogo e Azione per il Bene Comune

Siete tutti invitati, vi aspettiamo!

 

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