In apnea per vincere una gara, ma anche per aiutare a tenere puliti i fondali

Al Poetto ieri una sfida che ha unito sport e tutela dell’ambiente. Gli atleti che si immergevano in acqua avevano due obiettivi: portare in riva il maggior numero di pesci e segnalare la presenza di plastica o altra spazzatura in vista anche di un eventuale recupero. La “Cagliari cup”, sfida di pesca subacquea, quest’anno è diventata anche “Fishing (Plastic) For The Planet”.
L’idea parte dalla Asd Scuola Apnea Sardegna: per la prima volta in una competizione del genere, i partecipanti sono chiamati a individuare la presenza di spazzatura in fondo al mare. Le coordinate sono state marcate dai Gps in uso agli atleti. Il report confluisce poi in un database messo a disposizione dall’Università di Cagliari e consegnato al Comune, in vista di future bonifiche che eseguiranno le squadre specializzate della Capitaneria di Porto. Sarà poi il comune a occuparsi dello smaltimento dei rifiuti recuperati. In acqua 16 equipaggi, composti da tre membri ciascuno. Presente la pluricampionessa mondiale di apnea Alessia Zecchini, madrina della manifestazione. “Una manifestazione importante che abbiamo sostenuto con convinzione – ha affermato il sindaco Paolo Truzzu – perchè il patrimonio più importante è legato al nostro territorio ed al nostro ambiente e la sostenibilità è un tema sul quale l’amministrazione è impegnata costantemente”.
(ANSA).

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