Blek Macigno, il Grande Blek

Ero veramente piccolo quando scoprii in due cassetti di un mobile del ripostiglio di casa dei miei Nonni l’intera collezione dei fumetti di Blek Macigno, il Grande Blek. Appartenevano all’infanzia di Pino, mio zio, appartennero alla mia infanzia, furono patrimonio della mia fantasia. Una inesauribile energia per fantasticare. Quegli albi raccontavano storie mitiche di un trapper che si batteva per la libertà contro il colonialismo inglese, cercando l’indipendenza delle terre del nord ovest d’America. Alto, dai lunghi capelli biondi, muscoloso, vestito con un pantalone rosso, stivali marroni, un gilet senza maniche di pelliccia sopra il torso nudo e un classico cappello da trapper. Blek è nato a Saint-Malo in Bretagna il 27 novembre del 1749 col nome di Yannick Leroc, figlio del cartografo del Re, Diodato Leroc, mentre il nome della madre è Maria. Dopo molte rocambolesche avventure Yannick diventa un corsaro che lotta contro pirati e negrieri con una nobiltà d’animo che ricorda i celebri personaggi di Emilio Salgari. Con il padre divenuto vedovo Yannick parte all’esplorazione dell’allora inesplorato passaggio a nord-ovest del continente americano. Ma la nave fa naufragio e Yannick perde suo padre. Il giovane gigante francese viene salvato dagli esquimesi con cui rimane a vivere un periodo di pace e serenità per poi partire per il sud verso il San Lorenzo dove viene catturato dai Montagnais o Innu(in italiano più semplicemente gli Algonchini). Al palo della tortura viene graziato «e da quel giorno presi il nome Blek, che in indiano vuol dire appunto “dai capelli d’oro”. Divenni anch’io un indiano! Dimenticai la mia nascita, le mie origini, la mia razza! ero completamente felice!» In conclusione di questa avventura salva la moglie e la figlia dell’avvocato Connoly, prigioniere dell’esercito inglese, e l’avvocato lo nomina capo indiscusso dei trapper. Il personaggio esordì il 3 ottobre 1954 nella Collana Freccia dell’Editoriale Dardo che venne realizzata dalla EsseGesse fino al 1965 quando i rapporti tra gli autori e l’editore si interruppero abbandonando il personaggio che sarà prima portato avanti in Italia da altri autori e poi sarà prodotto da altri in Francia e in Jugoslavia. Il personaggio continuò a essere pubblicato nella stessa collana fino a ottobre 1967 per 654 albi a strisce divisi in 33 serie.
Durante la gestione della EsseGesse la collana raggiunse presto tirature di 300 mila copie alla settimana, imponendosi non solo in Italia ma anche sul mercato europeo con un successo che si mantenne costante per tutti gli anni cinquanta e nei due decenni successivi raggiungendo tirature fino alle 400 mila copie e, come ricorda Giovanni Sinchetto «[…] il successo non si fece attendere, fu lungo e duraturo. Negli anni d’oro, Blek vendeva 400.000 copie a settimana, più di Miki, più di Tex, più di tutti».Conosciuto come “Blek Macigno” per la sua stazza e la sua forza nella lotta per raggiungere l’indipendenza dell’America coloniale contro il predominio inglese, scontrandosi frequentemente con le giubbe rosse. Comprimari fissi delle sue avventure sono un coraggioso adolescente, Roddy Lassiter, e lo scienziato professor Cornelius Occultis. Non sono presenti personaggi femminili. Le spalle del personaggio sono il piccolo orfano Roddy e il Professor Occultis, truffatore però colto e raffinato con conoscenze mediche, che pare sia venuto con i genitori di Blek in America quando l’eroe era solo un bambino. Questo inseparabile trio, cementato da una formidabile amicizia e dall’inesauribile voglia di banchettare, imperversò tra le Giubbe Rosse e i malfattori, liberando le terre del Nuovo Mondo dalla oppressione inglese. Purtroppo i malfattori rimasero e si impiantarono, come da storia successiva degli Stati Uniti d’America. Quanta determinazione ed azione in quegli albi, ma anche quanto buon umore, allegria e vitalità. Sfogliate le pagine del Grande Blek, sarà un mito anche per i ragazzi di questi tempi.
Nictav

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(Fonte foto: fumetto-online.it)

Un commento su “Blek Macigno, il Grande Blek

  1. tutto bene..solo una segnalazione riguardo delle origine di Blek ..Gli autori EsseGesse ne parlano raramento ci sono solo alcuni rapidi ” flashback.”.solo all’inizio della saga nella ” striscia “intitolata ” uno strano professore..” del 1954 vi e’ un vago accenno alle origini del Grande Blek ..Quelle che Lei descrive sono state reinventate da Navarro e disegnate da Mitton esclusivamente per il mercato francese..peraltro alquanto opinabili e non sono state mai accettate dai lettori italiani……un caro saluto
    Giancarlo Sacco– Torino..collezionista e storico EsseGesse

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