NICOLA TAVOLETTA: RIVOLUZIONI SILENZIOSE

In questi giorni celebriamo una rivoluzione silenziosa, anzi una cosiddetta “Rivoluzione di Velluto”, il processo politico diplomatico che portò alla divisione della Cecoslovacchia in Repubblica Ceca e Repubblica Slovacca. Ciò successe nel 1989, ma ricordiamo che ai Mondiali di Italia ’90 la Cecoslovacchia giocò comunque unita. Oggi, nello specifico, voglio ricordare, invece, altre due rivoluzioni pacifiche accadute il 30 novembre. Nel 1786 Leopoldo II D’ Asburgo – Lorena emano’ il Codice Leopoldino, una riforma della giustizia nel Granducato di Toscana. Infatti il Granducato di Toscana fu il primo stato al Mondo ad abrogare: il reato di lesa maestà, la tortura e la pena di morte.
Oggi mi rattristo quando penso alle misure cautelari comminate prima dei processi a persone che non hanno commesso reati di sangue o violenti, oppure quando viene accusato un imprenditore o un politico e il nome o la fotografia vanno sui giornali. Viene arrestato in flagranza di reato un violento o uno spacciatore e vengono pubblicate solo le iniziali.
Mi chiedo se la mediaticita’ della comunicazione del nome di una persona solo indagata o accusata e non condannata non sia una tortura moderna.
Inviterei ad una riflessione importante la politica su questo tema.
Vengo ad un altro 30 novembre: era il 1872 in Scozia, stadio di Hamilton Crescent, Glasgow, davanti a 4000 persone, la prima partita di calcio internazionale. Scozia – Inghilterra, per la cronaca 0-0, sotto la pioggia e nel fango. Vi è un libro bellissimo che vi suggerisco e che racconta questo match epico, si intitola Calcio Scomparso di Marco Ponteprino. Una raccolta di storie di un football che non c’è più, ma che è stato colonna del “gioco più bello del Mondo”. Da quel 30 novembre inizierà una straordinaria di storia di incontri, ed uso la parola incontri, calcistici che hanno mosso il Mondo e superato ogni confine. Una lista di storie e racconti trasformerebbe questo articolo in una enciclopedia e allora vi segnalo una sola partita erede di quel 30 novembre. Era il 21 giugno del 1998, Coppa del Mondo, in campo Iran e Stati Uniti. Vi è una fotografia di inizio partita che vede i giocatori delle due squadre allineati, ma mischiati e abbracciati tra loro. Fini’ 2 – 1 per l’Iran, ma il risultato è un altro. Certo tutti gli sport sono animati da spirito olimpico, dalla Pace, addirittura i signori del Rugby hanno il terzo tempo, ma superare i confini nel calcio è un’altra cosa. La forza popolare che esprime il football è unica, perché è il gioco più povero, non ha bisogno di attrezzature. Quando il centravanti camerunense Omam Biyik volò nel cielo del Meazza a Milano, si fermò sospeso in aria, colpi’ di testa e sconfisse i Campioni del Mondo in carica dell’Argentina allora il gioco è infinito. Quel 30 novembre neanche un gol, eppure fu un successo.

        Nicola Tavoletta

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