IL PUNTO = Pd-M5s-Leu con Conte. Iv, no veti. Lavoro su numeri


(AGI) – Roma, 26 gen. – Giuseppe Conte, dopo il Cdm in cui ha
annunciato l’intenzione di dimettersi, ringraziando tutti i
ministri per il lavoro sin qui fatto, e’ salito al Colle per
rimettere il mandato nelle mani del presidente della Repubblica.
Sergio Mattarella “si e’ riservato di decidere e ha invitato il
governo a rimanere in carica per il disbrigo degli affari
correnti”. Le consultazioni avranno inizio domani pomeriggio.
Conte si e’ quindi recato prima a palazzo Giustiniani dalla
presidente Casellati e poi a Montecitorio, dove e’ rimasto a
colloquio con il presidente Fico per oltre un’ora.
Pd, M5s e Leu si schierano al fianco del premier, ribadendo la
necessita’ di allargare la maggioranza per garantire un governo
stabile. E proprio per raggiungere l’obiettivo numeri,
soprattutto al Senato, e’ frenetico il lavoro di chi si sta
occupando del dossier ‘responsabili’. Il nuovo gruppo, che
entrerebbe ufficialmente nella maggioranza costituendo la quarta
gamba a sostegno del Conte ter – almeno questa e’ l’intenzione
manifestata dai giallorossi – dovrebbe costituirsi sotto il
simbolo del Maie, che al suo attivo ha gia’ 5 senatori, o anche
‘prendere casa’ con i centristi democratici di Bruno Tabacci –
altrettanto attivo a dar vita a un gruppo autonomo alla Camera –
anche se sarebbero da superare alcuni problemi tecnici, legati
al fatto che il simbolo di Cd era stato ‘prestato’ a Piu’ Europa
di Emma Bonino per potersi presentare alle scorse elezioni senza
dover raccogliere le firme. Dunque toccherebbe alla Giunta per
il regolamento dirimere la questione. Giunta che si riunira’
domani per decidere sulla nascita della componente Cd
all’interno del Misto.
Fatto sta che il pallottoliere, nonostante da fonti giallorosse
trapeli un certo ottimismo, al momento sembra ancora non
garantire non tanto il superamento dell’asticella della
maggioranza assoluta, ovvero 161 si’, quanto numeri superiori e
certi da rendere i 18 senatori di Italia viva non piu’
determinanti. E qui torna in gioco Matteo Renzi, che continua
per ora a mantenere un low profile e riunira’ i parlamentari
domani sera, ma il cui partito fa sapere di non avere alcuna
pregiudiziale sul nome di Conte per dar vita a un nuovo governo
purche’, e’ la condizione, “sia solido e abbia un programma
definito e all’altezza” delle sfide che attendono il paese, a
partire dal Recovery. Ivan Scalfarotto spiega: alle
consultazioni “non faremo un nome in particolare, chiederemo un
governo all’altezza”. E Ettore Rosato garantisce: “Continuiamo
senza veti e preclusioni ad essere disponibili al dialogo. Non
poniamo veti ne’ preclusioni, abbiamo pero’ l’esigenza di
estrema chiarezza e sono convinto anche gli altri partiti
abbiano necessita’ di chiarezza”.

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