LAZIO. COLDIRETTI: SCONGIURATO TAGLIO 40% FONDI REGIONALI A ZONE MONTANE

Accolto all’unanimita’, dopo le numerose
sollecitazioni da parte di Coldiretti Lazio, l’emendamento
presentato in fase di bilancio regionale alla proposta di legge
262 per aumentare le risorse da destinare alla Misura 13 del
Piano di Sviluppo Rurale, relativa alle ‘indennita’ a favore
delle zone soggette a vincoli naturali o ad alti vincoli
specifici’. In questo modo “e’ stata ripristinata la situazione
precedente alla decisione annunciata dalla Regione Lazio nei
giorni scorsi di tagliare il 40%. La scelta annunciata dalla
Regione Lazio aveva messo in allarme Coldiretti. Una decisione
che avrebbe penalizzato ulteriormente le aziende gia’ vessate
dall’emergenza sanitaria”. Cosi’ in un comunicato la Coldiretti
Lazio.
   “Una notizia che accogliamo con grande soddisfazione e ci
rassicura a fronte delle preoccupazioni determinate dal taglio
annunciato dalla Regione Lazio- spiega il presidente di
Coldiretti Lazio, David Granieri- sui fondi destinati alla zone
montane. Una decisione che avrebbe messo in difficolta’ le oltre
5000 aziende agricole di montagna, a cui sarebbero stati
sottratti oltre 5 milioni di euro. Una decisione che avrebbe
messo seriamente a rischio il futuro dell’agricoltura”.
   Gia’ nelle scorse settimane Coldiretti Lazio aveva lanciato
l’sos alla Pisana per “scongiurare il taglio previsto e inviato
una lettera ai vertici della Regione Lazio, in cui venivano
spiegate le conseguenze di tale scelta. Auspicando,
nell’interesse del territorio montano di rivedere la situazione
al fine di non mettere oltremodo in difficolta’ l’agricoltura che
deve gia’ fronteggiare numerose difficolta'” a cui e’ esposta
quotidianamente. “Una decisione, quella relativa al taglio che
era stato annunciato dalla Regione Lazio- conclude Granieri- che
non riconosceva il giusto merito al lavoro svolto dagli
agricoltori e ai benefici che ne conseguono per la comunita’
montana, sia in termini di conservazione e manutenzione del
territorio, che di prevenzione delle frane. un lavoro impegnativo
che garantisce al tipo stesso le coltivazioni tipiche e la vita
nei piccoli borghi. Il taglio del 40% sarebbe stato un duro colpo
per le azienda gia’ vessate dalla crisi economica determinata
dall’emergenza sanitaria”.

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