LAZIO. GRUPPO PD: NO A LOTTIZZAZIONE PARCO ACQUAFREDDA “NESSUNA APPROVAZIONE DALLA REGIONE LAZIO”
(DIRE) Roma, 10 ott. – “Dispiace constatare che un settimanale
autorevole come l’Espresso venga strumentalmente usato, da chi
fornisce le notizie, per mettere insieme due vicende apertamente
distanti tra loro e per creare un caso che non esiste, tanto da
far sorgere il dubbio che sia un tentativo di mettere pressione
sull’approvazione del piano d’assetto del Parco dell’Acquafredda
che arrivera’ in Commissione ambiente alla Pisana a breve”, cosi’
una nota del gruppo del Partito Democratico in Consiglio
regionale del Lazio.
“Dei due casi di cui parla l’articolo uno riguarda la scheda progetto, risalente a 17 anni fa, con la quale il Vaticano
proponeva di realizzare una filiale dell’Ospedale Bambin Gesu’ e
le strutture ricettive a servizio dell’Ospedale. Con il passare
degli anni il progetto del Bambin Gesu’ si sposto’ su altri luoghi, come Palidoro, abbandonando di fatto quello presentato con il Piano, ma la scheda rimase perche’, secondo procedura, fu attentamente verificata e esente da qualsiasi osservazione
contraria, anche da parte dei Verdi di quei tempi. Oggi inoltre
quel progetto vaticano e’ in contrasto con le attuali norme paesaggistiche contenute dal recente PTPR, tanto che presenteremo in Commissione un’emendamento per la soppressione della scheda progetto in questione, come abbiamo ripetuto spesso e
pubblicamente ai cittadini”, continua la nota dei consiglieri del PD.
“L’altra vicenda invece riguarda una forzatura voluta nel 2011
dall’ex sindaco Alemanno, che fece approvare una delibera in cui
si acquisirono a patrimonio comunale 60 ettari di terreno agricolo di proprieta’ del Vaticano nel Parco dell’Acquafredda e in cambio venne attribuito allo stesso, senza alcuna ragione giuridica, una compensazione edificatoria di 210.000 metri cubi da realizzarsi a La Mandriola (area del IX Municipio, zona Laurentina).
Una regalia vera e propria se si pensa che non puo’ esistere una compensazione edificatoria in cambio di terreni agricoli e un atto di becera prepotenza politica e amministrativa, fuori da qualsiasi regola, che pretendeva di calare migliaia di metri cubi di cemento in una localita’ di pregio. Oggi quell’area, grazie alle continue istanze del centrosinistra al MiBAC, e’ sottoposta proprio al vincolo del Ministero. Siamo quindi stupiti e rammaricati – concludono i consiglieri Dem – nel constatare come
un settimanale importante come l’Espresso si sia fermato alle
dichiarazioni parziali dell’esponente dei Verdi e non abbia invece approfondito la vicenda, riducendo tutto ad un titolo contro la Regione Lazio”.

